Calcio, la ripresa dell’attività dal punto di vista dei preparatori

Stefano Fiorini sul campo da gioco

Essere al top in tempi brevi perché gli impegni importanti arrivano subito per un calciatore professionista. Gestire le problematiche del singolo campione, riuscendo però a inserirlo nella programmazione della squadra. Analizzare le differenze dei giocatori che arrivano in ritiro.

Sono solo alcune delle sfide che oggi affronta un preparatore atletico di una squadra di calcio come spiega bene il professor Stefano Fioirini, presidente di Aipac (Associazione Italiana Preparatori Atletici di Calcio) e responsabile riabilitazione del Gruppo Prosperius.

Professore come si può definire questa fase della stagione per un calciatore professionista e per un preparatore? Il periodo estivo è il periodo della ripresa delle attività dopo un periodo di stop che varia da soggetto a soggetto: c’è chi torna al lavoro direttamente dalla fine della scorsa stagione e chi invece ha fatto gli Europei o la Coppa America, praticamente c’è chi viene da circa 40-45 giorni di vacanza e chi arriva da 20-25 giorni dopo un periodo di attività intensissima, è questo è senza dubbio un problema da gestire.

E come si affronta una ripresa delle attività con differenze così marcate tra un giocatore e l’altro? Non va gestito da gruppo ma in base a caratteristiche individuali. Costantemente vengono fatte analisi approfondite, mediche, cliniche, funzionali e sulle performance dei singoli calciatori, così il programma di allenamento viene il più possibile personalizzato. Chiaramente questo riguarda la parte fisico-atletica e di prevenzione, la tattica di squadra dipende dall’allenatore e dallo staff tecnico.

Quanto è importante il periodo di stop estivo in vista della stagione successiva? E’ evidente che nessuno può tenere una condizione ottimale per undici mesi in uno sport come il calcio professionistico dove è fortemente sotto pressione anche il sistema nervoso. Quindi a un atleta serve un congruo periodo di riposo e recupero che vanno considerati alla stessa stregua dell’allenamento. Certo è vero al tempo stesso che deve essere gestito bene il periodo intercorrente tra la fine dell’attività e la ripresa del lavoro.

Ma un preparatore come si prepara alla nuova stagione? Analizzando e studiando i giocatori individualmente. Si parte dalle cose più banali per capire il passato e trascorso dell’atleta fino alla valutazione della condizione nel momento attuale in supporto allo staff medico. Si lavora per realizzare programmi il più possibile individualizzati e personalizzati che si possano integrare al meglio con i lavori tecnico-tattici: è fondamentale che i lavori non vadano a sovrapporsi ma si integrino il più possibile. Rispetto a non molti anni fa la stagione dei grandi club di calcio parte prestissimo ed entra subito nel vivo … Ormai il calcio è diventato uno sport con dei tempi non più legati alle stagione classica e il preparatore deve seguire il nuovo calendario che vede arrivare subito competizioni di alto livello: questo ha rivoluzionato il programma di preparazione. Bisogna essere bravi a inserirsi in questo quadro di allenamento che oggi viene stabilito dallo da staff  tecnico e dal club. Un preparatore è bravo anche in base a quanto riesce a inserirsi nella programmazione del club.

In questo quadro Sixtus è un alleato prezioso per un preparatore? Sixtus è azienda leader nel settore e anche per noi preparatori atletici l’azienda dimostra sempre attenzione sia dal punto di vista della preparazione atletica sia della prevenzione. Tra i tanti prodotti Sixtus cito Pancasix, un macchinario a portata di tutti che aiuta a risolvere le problematiche di un calciatore sia in fase di preallenamento sia di post allenamento e detensione muscolare. Personalmente la uso da tempo, anzi sono stato uno di quelli che l’ha testata: come gruppo di lavoro ne abbiamo seguito l’evoluzione con ottimi risultati.

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