Come sfruttare i vantaggi del Dream K: i consigli del dott. Tonino Cianfoni

Scritto il in Fisioterapia e Prevenzione.

Dal bendaggio bloccante a quello terapeutico, dal classico nastro bianco all’azzurro del Dream K: oggi la fasciatura ha un ruolo sempre più importante nel trattamento fisioterapico e anche i materiali sono ormai all’avanguardia. 

Lo racconta molto bene il dott. Tonino Cianfoni, fisioterapista da 32 anni, che ha fatto parte dei team nazionali di vari sport (dal calcio all’atletica leggera, dal nuoto alla pallanuoto e al ping pong fino alla collaborazione con le nazionali paraolimpiche) e seguito atleti top level di varie discipline (Demetrio Albertini, Giorgio Lamberti, Stefano Baldini per citare solo alcuni dei campioni): “Oggi il bendaggio aiuta molto sia durante la fase di recupero e riabilitazione sia per affrontare il dolore. I nuovi materiali e le nuove tecniche sono importantissime per il recupero di un atleta”. 

Un’innovazione che si chiama Dream K, l’innovativo cerotto targato Sixtus (ormai conosciutissimo dopo gli Europei del 2012 quando le strisce blu apparvero sulla schiena di Balotelli) che in pochi anni ha visto un cambiamento non solo dei materiali ma anche dei metodi di fasciatura.

“Per quanto riguarda i bendaggi funzionali – ricorda il dott. Cianfoni – fino a qualche anno fa si usava solo il classico tape bianco. Sto parlando del cerotto da 4-5 centimetri di larghezza che si utilizza per bloccare l’articolazione e supportarla, come ad esempio nel caso di un lieve infortunio alla caviglia, e permettere all’atleta di effettuare una competizione. In questo caso si tratta principalmente di un’azione bloccante che comporta sempre una particolare attenzione nel confezionare la fasciatura evitando di stringerla troppo, perché rischiamo, e la formazione di vesciche dovute al sudore e all’attrito della cute con la calzatura e l’effetto laccio emostatico se troppo stretta.

Dal classico tape bianco si è passati “al Kinesio, - il cosiddetto bendaggio del nuovo millennio come lo ha giustamente ribattezzato Sixtus Italia – spiega il dott. Cianfoni che ha formato tanti giovani fisioterapisti all’Università di Chieti. Si tratta di un nastro in cotone con una colla studiata appositamente per non creare irritazioni sulla cute dell’atleta. 

Il Dream K è un bendaggio neuromuscolare che si applica sia in fase di dolore acuto, sia in fase riabilitativa”. Un prodotto innovativo che ha rivoluzionato la classica tecnica di bendaggio: “Molto importante è fare attenzione che l’applicazione del nastro sia correttamente posta sul percorso del muscolo e non copra mai l’intera fascia muscolare – dice il dott. Cianfoni. 

Per un corretto funzionamento e per portare benefici all’atleta è necessario attenersi ad alcune regole: ad esempio il nastro si può applicare per uno stimolo compressivo sia sul muscolo ponendo il nastro sulla pelle lungo il percorso del muscolo in accorciamento. Al contrario per uno stimolo decompressivo si deve applicare il nastro lungo il percorso del muscolo in posizione di allungamento”.

E come ci si rende conto se il bendaggio è stato eseguito correttamente?

“Partiamo dal presupposto che il principio di base di questo taping è quello di normalizzare il R.O.M. articolare e ridurre il dolore, dunque il paziente può anche percepire subito un miglioramento e una diminuzione del problema, al contrario se il paziente percepisce un aumento del dolore è indice di una posizione non corretta del nastro e in questo caso è necessario rivalutare la fasciatura e riapplicarla in modo corretto”. 

Un nuovo prodotto per il bendaggio e dunque anche un nuovo modo di applicare una fasciatura: “E’ evidente che si tratta di un prodotto che bisogna saper utilizzare. Va sempre posta attenzione alla lunghezza del nastro: se è troppo corto riduce lo stimolo recettivo e si ottengono minori risultati mentre un nastro troppo lungo può coinvolgere, senza che ciò sia voluto, altre zone cutanee e muscolari. Prima di ogni fasciatura dobbiamo sempre tenere bene a mente dimensioni e forma esatta del nastro. Mi preme sottolineare che per una corretta decompressione è bene interessare circa il 30-50 per cento della superficie del muscolo”. 

Un ultimo vantaggio del Dream K è la comodità, una volta applicato infatti “può restare al massimo quattro giorni. In questo periodo il paziente si può tranquillamente fare una doccia senza problemi perché il nastro di cotone si asciuga senza difficoltà, basta tamponarlo. Non solo, è anche traspirante”. In definitiva, “la fasciatura con Dream K permette di stimolare il processo di autoguarigione del corpo, a differenza del tape bianco con cui si realizza un’azione bloccante dell’arto e dunque serve principalmente ad evitare che compia movimenti che producano dolore”, conclude il dott. Tonino Cianfoni.