Giuliano Razzoli racconta il recupero dall'infortunio con Game Ready

Scritto il in Elettromedicali e Fisioterapia.

Razzoli recupera con Game Ready

È il Razzo del circo bianco, medaglia d’oro nello slalom speciale a Vancouver 2010: Giuliano Razzoli è un misto di velocità e determinazione non solo sugli sci, anche quando parla si fatica a stargli dietro, si sente che ha tanta voglia di tornare in pista dopo il brutto infortunio del gennaio scorso, quando si è rotto il crociato sinistro nello slalom di Kitzbuehel.

“Il recupero sta andando bene, è un periodo un po’ noioso però devo dire che sono contento: mi sto allenando bene e non vedo l’ora di tornare sugli sci”, racconta mentre è impegnato nella riabilitazione a Fontanellato, vicino a Parma. 

Di solito per gli sciatori questo è il periodo del riposo prima di ripartire con la preparazione ma per Razzoli “niente vacanze quest’anno! – dice con tono scherzoso - Prima voglio tornare a posto fisicamente, poi con calma mi prenderò il tempo per staccare un po’. Ora lavoro tutti i giorni”. 

Come nello slalom c’è da tagliare il più velocemente possibile il traguardo di tornare sugli sci e l’azzurro lavora duro: “Dal lunedì al venerdì sono al centro di fisioterapia per le terapie e gli allenamenti due volte al giorno: nei primi mesi ho seguito maggiormente un programma per il rinforzo muscolare adesso mi alleno per migliorare la condizione in generale. Non ho fretta, voglio fare le cose con calma, fatte bene – racconta – ma non mi fermo mai: il sabato e la domenica lavoro a casa tra palestra e piscina. L’obbiettivo è rimettermi gli sci tra la fine di giugno e l’inizio di luglio”.

Un recupero in cui Giuliano Razzoli ha trovato un alleato prezioso in Game Ready, l’innovativa macchina di cura per i traumi e il recupero post-operatorio che fa lavorare insieme ‘compressione’ e ‘freddo’: “Praticamente in questi ultimi mesi ci ho vissuto insieme! E’ una macchina molto semplice da utilizzare e pratica, io la tengo in auto, pronta all’uso: basta avere a portata un po’ di ghiaccio. 

Me ne avevamo parlato bene, dicendo che era una buona terapia che aiutava la riabilitazione: l’ho provata e mi sono trovato molto bene, tanto che sono ormai tre mesi che la uso praticamente tutti i giorni al termine di ogni allenamento di carico”. Con un vantaggio importante per accelerare il recupero dopo l’infortunio perché “permette carichi di lavori più intensi”, aggiunge Razzoli.

Un impegno costante con l’obiettivo di tornare a spingere sugli sci più forte di prima: “Mi sono infortunato nel mio momento migliore, la stagione si è interrotta proprio nella fase clou: ero arrivato secondo nella gara precedente ed ero a un passo da Hirscher e Kristoffersen. D’altronde lo sci è uno sport ‘cattivo’ ma bisogna sapersi rialzare con la passione di sempre per rimettersi in forma e ripartire da dove ci siamo fermati. 

L’obbiettivo è quello di tornare più forte di prima, utilizzando il periodo di stop per migliorare fisicamente e tecnicamente: nello sci e nello sport non bisogna mai fermarsi ma fare sempre un passo avanti”, conclude Razzoli.