Nibali, un campione visto da vicino. Intervista a Michele Pallini

Scritto il in Bendaggi e Salute e benessere.

Come è diventato il massaggiatore di Nibali? 

Mi sono diplomato in massofisioterapia nel 1996 e lo stesso giorno dell’esame finale sono partito per il primo Giro d’Italia. Adesso sono alla ventunesima stagione tra i professionisti e negli anni ho arricchito il mio bagaglio di conoscenze professionali sempre nell’ambito del mio lavoro, senza dimenticare il diploma di infermiere professionale. Sono pisano e il mio poco tempo libero lo dedico a mia moglie Elena e ai miei due figli Paolo e Arianna.

E’ vero che l’altra passione è il ciclismo che praticava da ragazzo? E che è una passione di famiglia? 

Si ho giocato anche a calcio ero un difensore piuttosto arcigno! Ma la vera passione di famiglia era il ciclismo. Mio padre Paolo e mio zio Luigi erano discreti corridori dilettanti e sono stati loro a trasmettermi la “malattia”. Ho iniziato a correre da esordiente fino alla categoria juniores, da 13 fino a 18, poi sono partito militare e di fatto ho smesso.

Con Nibali come vi siete conosciuti? E quale rapporto avete oggi? 

Ci siamo conosciuti nella gara pre-olimpica di Pechino nel 2007 e poi dall’anno seguente in Liquigas. Il nostro rapporto professionale è cresciuto di giorno in giorno sia alle corse con la squadra e sia, abitando vicino in Toscana, andavo a casa sua per i massaggi. Con gli anni poi questa relazione si è ulteriormente consolidata e direi che siamo diventati buoni amici.

Com’è il campione visto da vicino? 

Non riesco a vedere il campione, ma riesco a vedere solo Vincenzo.

Avete condiviso importanti successi, quale l’impresa che, fino ad oggi, non si scorda? 

Quando ha preso la maglia gialla a Sheffield, non è stata solo emozione ma anche una grande sorpresa. Le sue vittorie mi emozionano, ma la prima reazione è di pensare subito al giorno dopo, spesso rivedo le imprese di Vincenzo a distanza di tempo ed è li che libero le mie emozioni più profonde.

Il ruolo del fisioterapista nel ciclismo, considerato che sia per le corse a tappe sia per le corse di un giorno? 

Non c’è grande differenza, anche se nelle corse a tappe la presenza del fisioterapista è importante anche prima dell’inizio della corsa e quindi nei ritiri, nei training camp che si fanno nei periodi precedenti. Il lavoro pratico è lo stesso che si tratti di corsa a tappe o di un giorno, mentre è diverso l’approccio mentale.

Quali prodotti Sixtus Italia utilizza? Con quali finalità e risultati? 

In squadra, io e i miei colleghi utilizziamo diversi prodotti Sixtus ad iniziare dallo Startoil e dalla Startcream che impieghiamo prima della gara specie quando il clima è freddo. Dopo la gara, in fase di massaggio, utilizziamo il Neutral Oil e la** Neutral Cream*. Personalmente mi trovo bene con tutti i prodotti citati che non solo rispondono perfettamente alle esigenze degli atleti, ma che a mio giudizio sono prodotti di qualità con una grande resa. Oltre a questi prodotti, lavoro molto anche con la linea di bendaggi *Dream K** con risultati senz’altro soddisfacenti.

Per concludere: obiettivi del 2017 con l’approdo al team Bahrain-Merida… I miei obiettivi vanno di pari passo con quelli di Vincenzo. Come è noto, in cima alla lista c’è l’edizione del Centenario del Giro d’Italia, poi si vedrà…