Sixtus Italia guarda alla Bulgaria insieme a Ljubo Ganev

Intervista al campione di pallavolo degli anni Novanta e oggi ‘ponte’ tra l’Italia e i Paesi dell’Est

Chi non ricorda Ljubomir ‘Ljubo’ Ganev, schiacciatore bulgaro inarrestabile e recordman della nostra A1 di pallavolo dei tempi d’oro. Il Lupo (com’era soprannominato) che negli anni Novanta è diventato un vero e proprio mito del volley: era in grado di sparare palle che facevano i ‘buchi’ sul parquet e di fronte a lui i muri sembravano di cartone. Un campione assoluto dello sport e un personaggio anche fuori dai palazzetti, fatto di talento puro, agonismo, generosità, ironia. Qualità che Ljubo Ganev continua a possedere e che oggi non si vedono più a rete (nel 1999 decise di ritirarsi) ma nelle sue molteplici attività, chiaramente legate allo sport: dopo aver lasciato la pallavolo, ha cominciato a distribuire brand sportivi come Asics, Onitzuka Tiger, Eastpack, Mikasa, Vans, Superga e altri. Marchi con cui ‘veste’ 28 federazioni nazionali e 700 club in vari sport come calcio, pallavolo, atletica, pugilato, lotta, ginnastica, basket e tennis. Un vulcano di idee e attività che dal 2017 è diventato anche l’ambasciatore di Sixtus Italia in Bulgaria e nei Paesi dell’Est: d’altronde i tanti anni passati sui nostri parquet hanno fatto sì che si stringesse un legame fortissimo tra il campione bulgaro e l’Italia che ancora oggi resiste ed anzi prosegue.

Come nasce la scelta di venire a giocare in italia?

L’Italia negli anni ‘90 rappresentava  il campionato più forte del mondo , io ero uno dei più bravi giocatori bulgari di pallavolo. Cuneo decise di comprarmi dalla CSKA Sofia, pagandomi 600 mila dollari, e di portarmi a giocare in Italia. Io volevo venire in Italia per vedere se fossi veramente un bravo giocatore e non soltanto un campione in Bulgaria dove il campionato era meno impegnativo. Il primo anno ad Agrigento, poi Spoleto e da qui tre anni a Cuneo, uno a Schio, una stagione in Grecia all’Aris Salonicco dove ho vinto il campionato, e poi di nuovo in Italia: prima a Fano e nel 1999 a Napoli dove ho concluso la mia carriera.

Nel campionato italiano hai lasciato il segno…

In Italia ho fatto tanti record che restano ancora imbattuti, come ad esempio, il maggior numero di punti fatti  in una partita: 75 palle vincenti in un match che oltretutto è durato 4 set, neanche 5!

L’Italia è un po’  il tuo Paese d’adozione con cui hai un forte legame.

Oggi io rappresento più di una trentina di aziende italiane nel mondo sia dello sport che del gas naturale, che è la mia seconda attività. Non solo in Bulgaria ma anche nella penisola Balcanica, Romania, Grecia, Serbia , Macedonia, Turchia e paesi limitrofi. L’Italia mi è rimasta nel cuore perché ci ho vissuto quasi 10 anni e ora ci torno quasi ogni mese.

Un legame con l’Italia che si è rafforzato grazie alla collaborazione con Sixtus Italia. Come mai questa scelta e come hai conosciuto i prodotti?

Quando ho cominciato a vendere i prodotti Asics, ho conosciuto tante federazioni e tanti club e ho visto che anche la federazione bulgara utilizzava i prodotti Sixtus. Poi, quando ho avuto il tempo e le possibilità di contattare direttamente le squadre mi hanno fatto notare che si trattava di prodotti di ottima  qualità, solo che in Bulgaria non c’era nessuno che li importava e quando riuscivano ad ordinarli,  dovevano aspettare 2 mesi per ricevere la merce. Allora mi sono detto: ‘Vediamo se si può fare qualcosa di più professionale’. Così ho cominciato a chiamare diverse società sportive e federazioni, per annunciare la mia idea di interessarmi all’importazione dei prodotti. Tutti hanno accolto con soddisfazione questa notizia perché si trattava di prodotti di qualità. Ho iniziato a fare delle proposte per avere anche un mercato professionistico come quello che c’è in Italia. D’altronde da quando ho giocato nel campionato italiano, ho sempre sognato fare business sul vostro modello ma rapportandomi con la Bulgaria, dove conosco personalmente i presidenti delle società e in molti casi siamo legati da un rapporto di amicizia. Per me, nel mio Paese, è sicuramente più semplice avere rapporti e fiducia ma alla base di tutto ci deve essere la qualità del prodotto perché altrimenti non puoi lavorare ad alti livelli. Ora il prodotto c’è… Tocca a me fare in modo che sia effettivamente distribuito in maniera capillare su tutto il territorio.

Come è cambiato il mondo della fisioterapia da quando giocavi in Italia? C’è più attenzione?

Quando giocavo in Italia noi pallavolisti eravamo considerati quasi professionisti, dico ‘quasi’ perché il contratto non era ti tipo professionistico ma in realtà facevamo solo quello: io giocavo a pallavolo. I prodotti Sixtus erano già molto conosciuti e si usavano per esempio i cerotti e le creme da massaggio, mentre in Bulgaria questo non succedeva. Negli ultimi anni lo sport è diventato sempre più professionale anche nel mio Paese: la preparazione si fa in un certo modo, per esempio alternare un periodo di allenamento con periodo di riposo, poi anche i trattamenti con prodotti di qualità e innovativi, anche in Bulgaria ora si spendono molti soldi per fare sport: il movimento sportivo in Bulgaria sta crescendo di anno in anno. Anche i nostri atleti hanno diritto di utilizzare dei prodotti performanti e di qualità che permettono anche di recuperare più velocemente da un infortunio.

Quando eri un giocatore di pallavolo venivano utilizzati i macchinari per la terapia fisica strumentale?

Sì, si cominciava già ad utilizzare qualcosa, qualche macchina per fisioterapia come laser o ultrasuoni, ma non ho un’esperienza personale perché credo di essere uno dei pochi atleti che ha terminato la sua carriera pallavolistica senza un infortunio grave, a parte una distorsione alla caviglia che mi faceva stare fuori dal campo al massimo uno o due giorni.

Ambasciatore di Sixtus Italia in Bulgaria, come vedi questo mercato?

Come detto, ho già preso i contatti con molte realtà, ora stiamo organizzando una conferenza stampa per il lancio del marchio sul mercato bulgaro, con tutti i club e le federazioni a cui possiamo già fornire a 360 gradi tutti i prodotti che distribuite in Italia. Io voglio concentrarmi sulla medicina sportiva, perché il mercato lo richiede e perché conosco personalmente gli interlocutori, agevolando i processi di vendita. Mi sto informando su tutti gli articoli, sto cercando di capire bene dove si usa un prodotto piuttosto che un altro per poi formare direttamente anche gli addetti del settore. Voglio diventare un leader sul mercato, perché ne comprendo le potenzialità e insieme a Sixtus abbiamo tutti i mezzi per farlo. Come dicevo distribuisco anche in tutti gli Stati limitrofi gli altri marchi sportivi e sono convinto che anche da loro ci sia un forte margine di crescita perché non sono molti i concorrenti professionali.

Come va il movimento sportivo in Bulgaria?

Lo sport è uno delle cose dove la gente ha iniziato ad investire davvero. Calcio, pallavolo, lotta, sollevamento pesi e atletica, sono le discipline dove stiamo crescendo e per fare risultati migliori meritiamo di avere prodotti al top. Il movimento sportivo è in ascesa e continua a crescere di anno in anno.  Prima degli anni ‘90 era politica statale a determinare lo sport, adesso è una pratica comune ed è molto sentita.