Quando a segno va la prevenzione: la diffusione dell’utilizzo del defibrillatore

 

Paolo Battaglino, responsabile dello staff medico delle giovanili del Torino FC, racconta l’impegno per la formazione e la diffusione dell’utilizzo del defibrillatore

Bastano pochi minuti per fare un miracolo e salvare una vita umana. Se si è formati in modo adeguato e si ha un defibrillatore a portata di mano si può riuscire a evitare che una vita venga rovinata per sempre. E’ quello che poteva succedere, ma non è successo, lo scorso ottobre a Empoli durante il campionato di calcio under 17: “Dopo uno scontro di testa, uno dei nostri ragazzi è stramazzato a terra, ha avuto le convulsioni e ha perso conoscenza. Per fortuna è corso subito il massaggiatore che ha messo in atto le manovre imparate nei corsi di primo soccorso e, con l’ausilio del defibrillatore, ha rianimato il giovane che poi, grazie al rapido intervento dell’elisoccorso del 118 è stato trasportato all’Ospedale Careggi di Firenze”. Così ricostruisce quegli attimi il dottor Paolo Battaglino, responsabile dello staff medico delle giovanili del Torino FC, che oggi racconta ben volentieri una storia che ha avuto un lieto fine: “Il nostro massaggiatore Gianluca Beccia è stato prontissimo ad applicare le adesive, mettendo in atto sul campo quello che insegniamo nei nostri corsi, e il ragazzo dopo una notte sotto osservazione in ospedale, è ritornato a casa con la famiglia. Poi, dopo un paio di settimane, ha ripreso i regolari allenamenti e si è pure riconquistato un posto da titolare in squadra!”, racconta Battaglino.

In casi come questo due sono i gesti che fanno al differenza: chiamare il 118 e avviare una ‘semplice macchina’ che, con solo due pulsanti, può “allungare quella che viene definita la catena di sopravvivenza – prosegue Battaglino –. In caso di arresto cardiaco, avere persone sul posto che sanno compiere le manovre di primo soccorso con defibrillatore così da guadagnare tempo per portare la persona in ospedale, significa aumentare di molto le possibilità di sopravvivenza. Nei primi dieci minuti dall’evento si innescano dei danni irreparabili: è evidente che poter intervenire e rimettere in funzione il cuore con una scarica elettrica, che ha un’altra valenza rispetto al massaggio cardiaco, fa la differenza per il ripristino completo della vita di una persona”.

In questo senso entra in campo un altro fattore fondamentale: la formazione. Su cui c’è un impegno costante da parte dello staff medico granata. “Da tre  anni – ricorda Battaglino – facciamo un refresh annuale del corso Blsd, al termine del quale rilasciamo un patentino che ha validità due anni e abilita all’uso del defibrillatore. Sono circa una quarantina, tra tecnici e staff sanitario, quelli formati nell’ultimo anno. Anche se si tratta di manovre semplici, necessitano comunque di una formazione specifica per essere pronti e operativi in caso di necessità”.

Non solo, “noi dotiamo tutte le squadre di defibrillatori, sia le partite sia gli allenamenti sono coperti e c’è grande impegno e attenzione – prosegue il responsabile dello staff medico delle giovanili del Torino FC –. Per questo mi preme ringraziare il Torino Football Club che ci permette di fare i corsi, IRC Piemonte che ci dà il massimo sostegno e il grande tifoso Luca Verra della Sidea Service per il sostegno al nostro progetto”.